Presentazione

Benvenuti  nel sito  promosso e organizzato da Alberto CUOGHI  per  favorire la conoscenza della materia  “Vigilanza Edilizia” e  “Sicurezza Cantieri”. Lo scopo è quello di fornire  uno strumento utile a tutti gli operatori facenti parte dei vari Corpi di Polizia Locale e non solo, al fine di trovare  risposte adeguate ed un valido aggiornamento professionale in tali discipline. Il sito mette a disposizione anche la modulistica per effettuare i controlli nei cantieri creata, in parte, dall’autore in base all’esperienza maturata nel corso degli anni.

Buona consultazione!

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EDIFICI CHE MINACCIANO ROVINA (parte II)

Siccome tuttavia non mancano pronunce di senso inverso, si suggerisce di optare per l’indirizzo più rigoroso, ammettendo la sussistenza dell’illecito anche in caso di occasionale passaggio nel terreno su cui insiste l’edificio in rovina. D’altronde, la vicenda si complica ulteriormente sotto il profilo dell’inquadramento giuridico se si tiene conto delle modifiche apportate dal D.Lgs 267/2000 (TUEL) al potere di ordinanza del Sindaco quale ufficiale di governo per ragioni di tutela della incolumità dei cittadini, anziché “pubblica”, potere che parte della dottrina intende riconducibile proprio alla facoltà di intervento anche su area privata.
È evidente infatti che, se da un lato la segnalazione all’ufficio comunale competente serve ad avere Continua a leggere

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EDIFICI CHE MINACCIANO ROVINA ( parte I )

1. Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.

La fattispecie in questione è disciplinata all’art. 677 codice penale, che prevede due ipotesi amministrative (primo e secondo comma) ed una contravvenzionale (terzo comma).
Art. 677 c.p. : Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la Continua a leggere

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Ordine di demolizione di fabbricato sottoposto a sequestro penale

Qualche mese addietro il Consiglio di Stato, con la sent. 17 maggio 2017 n. 315 era intervenuto sulla delicata problematica dell’esecuzione di un ordine di demolizione di un immobile abusivo sottoposto a sequestro, affermato in modo innovativo che tale ordine non poteva considerarsi cogente per il destinatario proprio in virtù dell’esistenza del sequestro e, quindi, in ragione della non disponibilità dell’immobile in capo al suddetto destinatario.
In questi giorni, però, i giudici di Palazzo Spada non hanno confermato tale novità ed hanno ribadito l’opposto orientamento: infatti, con la sent. 27 luglio 2017 n. 3728, la sez. IV del Consiglio di Stato, evidenziando l’autonomia del procedimento amministrativo edilizio dalle vicende del giudizio penale, ha affermato che il sequestro penale delle opere oggetto del provvedimento di demolizione non incide sulla validità o sull’efficacia dello stesso e conseguentemente sul provvedimento che accerta la sua inottemperanza.
In sostanza, la pendenza del sequestro è irrilevante ai fini della legittimità dell’ordine di demolizione e della sua eseguibilità e, quindi, della validità dei conseguenti provvedimenti sanzionatori emanati secondo la tassonomia stabilita dall’art. 31 t.u. edilizia (ordine di demolizione, accertamento dell’inottemperanza, acquisizione gratuita del sedime e delle opere)(3), che conduce, inoltre, al corollario processuale della non autonoma impugnabilità dei provvedimenti successivi all’ordine di demolizione in caso di mancata contestazione di quest’ultimo.

fonte ediliziaurbanistica.it

 

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Emilia Romagna – Modifiche alla disciplina edilizia regionale

L’Assemblea Legislativa ha approvato nella seduta del 20 giugno, la legge di riordino della disciplina edilizia LEGGE REGIONALE 23 GIUGNO 2017, n. 12, che è stata pubblicata sul BURERT n. 176 dello stesso 23 giugno 2017 ed è entrata  in vigore il 1° luglio 2017. La novella va a modificare sia la LR 15/2013 e la LR 23/2004.

La Giunta regionale ha approvato con DELIBERA 28 GIUGNO 2017, N. 922 l’atto di coordinamento tecnico attuativo della legge regionale n. 12/2017, che contiene :

  1. Lo schema di Regolamento edilizio – tipo
  2. Le definizioni tecniche uniformi
  3. Ricognizione della normativa in ambito edilizio- territoriale
  4. L’aggiornamento della modulistica regionale.

Anche l’atto di coordinamento sarà efficace dal 1° luglio 

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Auto rimozione dell’amianto in Piemonte: le regole

Interessante norma emessa dalla Regione Piemonte.

Una possibilità che non in molti conoscono, relativa alla rimozione dell’amianto dai fabbricati è quella permessa dalla Regione Piemonte tramite la Delibera di Giunta Regionale n. 25-6899 del 18/12/2013.

Tale delibera sull’auto rimozione dell’amianto tiene in considerazione che le abitazioni realizzate o ristrutturate prima del 1994 possono contenere anche piccole quantità di amianto che per il rapporto pericolosità/costo potrebbero indurre il proprietario a scelte inopportune e pericolose di speculazione; per evitare tutto ciò la Giunta Regionale ha deciso di disciplinare tale particolare ambito con la succitata DGR che parla della rimozione di piccole quantità di amianto, in particolari condizioni, per cui è possibile da parte del proprietario procedere in prima persona con la rimozione, senza la necessità di incaricare una ditta autorizzata alla rimozione (Categoria 10° o 10B dell’Albo Gestori Ambientali), ma con il solo incarico di trasporto e smaltimento da fornire ad una impresa iscritta alla Categoria 5 dell’Albo dei Gestori Ambientali.

Chiaramente l’auto rimozione non può essere condotta con un comportamento qualunque ma deve seguire le particolari regole che sono contenute nella DGR e che, comunque, possono essere chiarite anche chiedendo informazioni presso la sede dell’ASL competente per il territorio.

fonte : Ediltecnico.it

 

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Rumore.Modalità di accertamento del disturbo

Cass. Sez. III n. 21923 del 5 maggio 2017 (Ud 27 gen 2017)

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen., l’attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non deve essere necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, ma ben può il giudice fondare il suo convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali appunto, come nella specie, le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità.

fonte: lexambiente.it

 

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Varie . Rumore: Schiamazzi e rumori degli avventori e responsabilità dell’esercente

fonte : lexambiente.it

Cass. Sez. III n. 22142 del 8 maggio 2017 (Ud 18 gen 2017)
Va riconosciuta, in capo al titolare di un esercizio pubblico, l’esistenza di una posizione di garanzia cui è correlato l’obbligo giuridico di impedire gli schiamazzi o comunque i rumori prodotti, in maniera eccessiva, dalla propria clientela, in questo modo configurandosi gli elementi strutturali propri delle fattispecie omissive improprie (cd. reati commissivi mediante omissione), caratterizzate dall’integrazione tra la struttura tipica del reato commissivo, cui sono riconducibili alcune tra le condotte previste dal comma 1 dell’art. 659, e la norma generale posta dall’art. 40, comma 2, cod. pen., secondo cui risponde di un evento dannoso o pericoloso colui il quale abbia l’obbligo giuridico di impedirlo.

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GEZEBO/ PERGOLATO . Ecco le differenze.

Dal T.A.R. della Puglia ( sez. Lecce) giungono aspetti interessanti che vanno comunque a consolidare la giurisprudenza predominante in materia.

Come osservato dalla giurisprudenza, <<il “pergolato”, rilevante ai fini edilizi, può essere inteso come un manufatto avente natura ornamentale, realizzato in struttura leggera di legno o altro materiale di minimo peso, facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, che funge da sostegno per piante rampicanti, attraverso le quali realizzare riparo e/o ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni>> (Consiglio di Stato, IV, 29 novembre 2011, n. 5409), consistente, quindi, “in un’impalcatura, …., costituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali posti ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone ….,per sua natura, …aperta su almeno tre lati e nella parte superiore” (Consiglio di Stato, VI, 25 gennaio 2017, n. 306). Continua a leggere

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NUOVA LEGGE SULLE DEMOLIZIONI DI EDIFICI ABUSIVI …. ormai ci siamo.

Quattro le novità principali del ddl 580-B (detto ddl Falagna) sulle procedure di demolizione di un abuso edilizio, approvato ieri dal Senato in terza lettura. Ora il ddl torna alla Camera. Ma ecco le novità previste per ora.

4 le principali novità ( ad oggi).

1. L’indicazione dei criteri che le Procure dovranno utilizzare per individuare le demolizioni prioritarie

2. Precisazioni per il Comune. La legge conferma che ogni anno, entro la fine dell’anno, il responsabile dell’ufficio deve trasmettere al prefetto l’elenco delle opere non sanabili. Devono essere opere per cui il responsabile dell’abuso edilizio non ha provveduto alla demolizione e al ripristino e deve essere scaduto il termine di 270 giorni entro cui il Comune è tenuto a concludere la demolizione.
Imprese private o di strutture operative del ministero della Difesa possono essere coinvolte per eseguire la demolizione.

3. Per finanziare i Comuni per gli interventi ci sarà un fondo rotativo da 45 milioni di euro (articolo 3 del ddl), da combinare al plafond di Cassa depositi e prestiti, che invece è già attivo: gli enti locali hanno la possibilità di chiedere anticipazioni.

4. Una banca dati nazionale delle opere abusive, per la mappatura trasparente del territorio e l’azione amministrativa trasparente (articolo 4) che sarà istituita presso il Mit. L’inserimento tardivo dei dati nella banca dati prevede una pena pecuniaria di mille euro, a carico del dirigenti inadempiente. L’Agenzia per l’Italia digitale disciplinerà le modalità di accesso e gestione.

FONTE    www.ediltecnico.it

 

 

 

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Autorizzazione paesaggistica semplificata: in Gazzetta il dpr 31/2017

 

Autorizzazione paesaggistica semplificata, in Gazzetta il dpr 31/2017. Ecco le tabelle con gli interventi realizzabili con procedura semplificata e quelli che non necessitano di autorizzazione

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.68 del 22-3-2017) il Decreto del presidente della Repubblica n.31 del 13 febbraio 2017, recante:

Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata

Il provvedimento entra in vigore il 6 aprile 2017.

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