Presentazione

Benvenuti  nel sito  promosso e organizzato da Alberto CUOGHI  per  favorire la conoscenza della materia  “Vigilanza Edilizia” e  “Sicurezza Cantieri”. Lo scopo è quello di fornire  uno strumento utile a tutti gli operatori facenti parte dei vari Corpi di Polizia Locale e non solo, al fine di trovare  risposte adeguate ed un valido aggiornamento professionale in tali discipline. Il sito mette a disposizione anche la modulistica per effettuare i controlli nei cantieri creata, in parte, dall’autore in base all’esperienza maturata nel corso degli anni.

Buona consultazione!

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Rumore.Modalità di accertamento del disturbo

Cass. Sez. III n. 21923 del 5 maggio 2017 (Ud 27 gen 2017)

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen., l’attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non deve essere necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, ma ben può il giudice fondare il suo convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali appunto, come nella specie, le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità.

fonte: lexambiente.it

 

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Varie . Rumore: Schiamazzi e rumori degli avventori e responsabilità dell’esercente

fonte : lexambiente.it

Cass. Sez. III n. 22142 del 8 maggio 2017 (Ud 18 gen 2017)
Va riconosciuta, in capo al titolare di un esercizio pubblico, l’esistenza di una posizione di garanzia cui è correlato l’obbligo giuridico di impedire gli schiamazzi o comunque i rumori prodotti, in maniera eccessiva, dalla propria clientela, in questo modo configurandosi gli elementi strutturali propri delle fattispecie omissive improprie (cd. reati commissivi mediante omissione), caratterizzate dall’integrazione tra la struttura tipica del reato commissivo, cui sono riconducibili alcune tra le condotte previste dal comma 1 dell’art. 659, e la norma generale posta dall’art. 40, comma 2, cod. pen., secondo cui risponde di un evento dannoso o pericoloso colui il quale abbia l’obbligo giuridico di impedirlo.

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GEZEBO/ PERGOLATO . Ecco le differenze.

Dal T.A.R. della Puglia ( sez. Lecce) giungono aspetti interessanti che vanno comunque a consolidare la giurisprudenza predominante in materia.

Come osservato dalla giurisprudenza, <<il “pergolato”, rilevante ai fini edilizi, può essere inteso come un manufatto avente natura ornamentale, realizzato in struttura leggera di legno o altro materiale di minimo peso, facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, che funge da sostegno per piante rampicanti, attraverso le quali realizzare riparo e/o ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni>> (Consiglio di Stato, IV, 29 novembre 2011, n. 5409), consistente, quindi, “in un’impalcatura, …., costituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali posti ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone ….,per sua natura, …aperta su almeno tre lati e nella parte superiore” (Consiglio di Stato, VI, 25 gennaio 2017, n. 306). Continua a leggere

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NUOVA LEGGE SULLE DEMOLIZIONI DI EDIFICI ABUSIVI …. ormai ci siamo.

Quattro le novità principali del ddl 580-B (detto ddl Falagna) sulle procedure di demolizione di un abuso edilizio, approvato ieri dal Senato in terza lettura. Ora il ddl torna alla Camera. Ma ecco le novità previste per ora.

4 le principali novità ( ad oggi).

1. L’indicazione dei criteri che le Procure dovranno utilizzare per individuare le demolizioni prioritarie

2. Precisazioni per il Comune. La legge conferma che ogni anno, entro la fine dell’anno, il responsabile dell’ufficio deve trasmettere al prefetto l’elenco delle opere non sanabili. Devono essere opere per cui il responsabile dell’abuso edilizio non ha provveduto alla demolizione e al ripristino e deve essere scaduto il termine di 270 giorni entro cui il Comune è tenuto a concludere la demolizione.
Imprese private o di strutture operative del ministero della Difesa possono essere coinvolte per eseguire la demolizione.

3. Per finanziare i Comuni per gli interventi ci sarà un fondo rotativo da 45 milioni di euro (articolo 3 del ddl), da combinare al plafond di Cassa depositi e prestiti, che invece è già attivo: gli enti locali hanno la possibilità di chiedere anticipazioni.

4. Una banca dati nazionale delle opere abusive, per la mappatura trasparente del territorio e l’azione amministrativa trasparente (articolo 4) che sarà istituita presso il Mit. L’inserimento tardivo dei dati nella banca dati prevede una pena pecuniaria di mille euro, a carico del dirigenti inadempiente. L’Agenzia per l’Italia digitale disciplinerà le modalità di accesso e gestione.

FONTE    www.ediltecnico.it

 

 

 

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Autorizzazione paesaggistica semplificata: in Gazzetta il dpr 31/2017

 

Autorizzazione paesaggistica semplificata, in Gazzetta il dpr 31/2017. Ecco le tabelle con gli interventi realizzabili con procedura semplificata e quelli che non necessitano di autorizzazione

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.68 del 22-3-2017) il Decreto del presidente della Repubblica n.31 del 13 febbraio 2017, recante:

Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata

Il provvedimento entra in vigore il 6 aprile 2017.

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Furto di corrente, ecco come e quando scatta l’aggravante

Corte di Cassazione

La sentenza della Suprema Corte pubblicata il 22 febbraio 2017.

Era stato condannato in primo e secondo grado per furto aggravato perché, al fine di trarne profitto e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, si impossessava dell’energia elettrica erogata dall’ENEL per un valore imprecisato, con il mezzo fraudolento consistito nell’allaccio abusivo alla rete elettrica ENEL mediante un cavo elettrico, che alimentava l’edificio adibito a scuola comunale, dallo stesso occupata.

Non solo inutile, ma anche costoso è stato il tentativo effettuato dal ladro di corrente di ottenere una riduzione della pena in quanto la Corte di Cassazione, Sezione Quinta Penale, con sentenza pubblicata in data 22 febbraio 2017 (Presidente: PALLA Relatore: CATENA Data Udienza: 23/01/2017) ha rigettato il ricorso condannandolo sia al pagamento delle spese processuali che ad una ulteriore somma in favore della Cassa delle Ammende.

Secondo la pacifica giurisprudenza richiamata dalla Corte regolatrice “in tema di furto di energia elettrica costituisce mezzo fraudolento, e pertanto integra l’aggravante di cui all’art. 625 n. 2 cod. pen., l’allacciamento abusivo alla rete tramite sistemi quali un cavo volante, un cavo bipolare, ovvero qualsiasi modalità di allacciamento per la sottrazione dell’elettricità diretto alla rete di distribuzione, in quanto tale attività comporta il necessario danneggiamento, seppure marginale, per distacco dei fili conduttori“.

Sulla base di tale principio la Corte – accertato che il ricorrente aveva effettuato un allacciamento abusivo alla rete elettrica a mezzo di un cavo elettrico, con conseguente integrazione della contestata circostanza aggravante – ha dichiarato il ricorso inammissibile.

Fonte: Massimario Gazzetta Amministrativa

26 febbraio 2017)

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Distanze tra edifici : i balconi non vanno calcolati

Una sentenza del Consiglio di Stato ribadisce che i balconi possono non essere compresi nel computo delle distanze tra fabbricati se c’è una norma di piano che lo autorizzi e se si tratta di balconi aggettanti e sporti.

L’orientamento della sentenza del Consiglio di Stato appare coerente con la ragione che sta alla base della previsione delle distanze minime fra edifici, cioè evitare la creazione di intercapedini pericolose per la salubrità pubblica: questa evenienza si può escludere se gli elementi architettonici come balconi e sporti sono aggettanti.

La sentenza in questione è la n. 5552/2016 pubblicata il 30 dicembre, aderisce al recente indirizzo in tema di balconi e sporti per il calcolo delle distanze degli edifici che dice che balconi e sporti possano non essere compresi nel computo delle distanze di cui all’art. 9, d.m. nr. 1444/1968, qualora vi sia una norma di piano che ciò autorizzi e a condizione che si tratti di balconi aggettanti, estranei cioè al volume utile dell’edificio.

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TETTOIA – Nuova sentenza della Corte di cassazione ( a conferma della propria posizione)

Non rientrando la tettoia nella nozione tecnico-giuridica di pertinenza per la mancanza di una propria individualità fisica e strutturale, e costituendo dunque parte integrante dell’edificio sul quale viene realizzata, per la edificazione della stessa è necessario il permesso a costruire.

Cass. Sez. III n. 48300 del 16 novembre 2016 (Ud 20 set 2016)

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NUOVA LEGGE SUL CAPORALATO

Il Parlamento ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 257 del 3 novembre 2016, la Legge n. 199 del 29 ottobre 2016, con le disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo (c.d. Legge contro il caporalato).

La legge entra in vigore il 4 novembre 2016.

Fonte: dottrinalavoro.it

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Le opere interne di diversa distribuzione degli ambienti in appartamento sono da considerare attività edilizia libera.

Il Consiglio di Stato in data 14/10/2016 , con Sentenza n° 4267, ha definito che la modificazione degli ambienti interni ad appartamento con demolizione e ricostruzione di tramezze, lo spostamento del servizio igienico sono tutte attività rientranti nell’edilizia libera. Infatti la Corte si è rifatta sì alla nozione di manutenzione straordinaria ex art 3 TUE, ma allo stesso tempo ha ricordato che tale attività edilizia è stata ricompresa all’interno dell’art. 6 TUE, laddove si va a inserire nella manutenzione straordinaria l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che NON pregiudichino le parti strutturali dell’edificio. Pertanto in questa ipotesi siamo al di fuori della ristrutturazione edilizia.

Ricordo che, un conto è l’individuazione dell’intervento edilizio, in questo caso la manutenzione straordinaria, un conto è l’individuazione dell’eventuale  titolo abilitativo , in questo caso spesso è richiesta la CIL asseverata.

Tale aspetto trattato dal Consiglio di Stato sarà oggetto del emanando decreto denominato SCIA 2 ( per il quale prima ancora della sua entrata in vigore sono già stati scritti libri a riguardo !) facente parte della complessa riforma Madia.  In tal decreto vi sarà una lunga elencazione delle opere soggette a SCIA e un ampliamento importante delle opere libere con sparizione parziale della CIL.

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