Presentazione

Benvenuti  nel sito  promosso e organizzato da Alberto CUOGHI  per  favorire la conoscenza della materia  “Vigilanza Edilizia” e  “Sicurezza Cantieri”. Lo scopo è quello di fornire  uno strumento utile a tutti gli operatori facenti parte dei vari Corpi di Polizia Locale e non solo, al fine di trovare  risposte adeguate ed un valido aggiornamento professionale in tali discipline. Il sito mette a disposizione anche la modulistica per effettuare i controlli nei cantieri creata, in parte, dall’autore in base all’esperienza maturata nel corso degli anni.

Buona consultazione!

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Glossario unico delle opere edilizie realizzabili in regime di attività libera

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale, n. 81 del 7 aprile 2018) l’elenco delle opere edilizie liberalizzate, che cioè sono realizzabili senza alcun titolo edilizio (Decreto 2 marzo 2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti recante “Approvazione del glossario contenente l’elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attivita’ edilizia libera, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222”).

http://territorio.regione.emilia-romagna.it/codice-territorio/ultimi-aggiornamenti/Allegato_glossario_unico_edilzia_libera.pdf/at_download/file/Allegato_glossario_unico_edilzia_libera.pdf

http://territorio.regione.emilia-romagna.it/codice-territorio/ultimi-aggiornamenti/Decreto_golssario_unico_ediliza_libera.pdf/at_download/file/Decreto_golssario_unico_ediliza_libera.pdf

FONTE   –    http://territorio.regione.emilia-romagna.it/codice-territorio/ultimi-aggiornamenti/

 

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Barriere architettoniche e norme sulle distanze

Le opere dirette all’abbattimento delle barriere architettoniche possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, salvo l’obbligo di rispetto delle distanze di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile.

…..TAR Lombardia (MI) Sez.I n. 809 del 27 marzo 2018

“Si intendono per barriere architettoniche – ai sensi dell’art. 2, lett. A), punti a) e b), d.m. 14 giugno 1989 n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e della eliminazione delle barriere architettoniche”) – “gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita, in forma permanente o temporanea”, ovvero “gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature e componenti”. Appare pertanto evidente che fra tali ostacoli debbono annoverarsi le scale dei palazzi a più piani, non affrontabili in assoluto da soggetti deambulanti con sussidi ortopedici, o comunque fonte di affaticamento – e, dunque, di “disagio” – per chiunque, a causa dell’età o di patologie di varia natura, abbia ridotte capacità di compiere sforzi fisici. Invero, non può ragionevolmente negarsi che l’installazione di ascensori costituisca anche rimozione di barriere architettoniche” (Cons. Stato, sez. VI , 5 marzo 2014, n. 1032).

Alla luce della giurisprudenza succitata, gli interventi realizzati rientrano nell’ambito di applicazione della disciplina sul superamento delle barriere architettoniche, non trattandosi, quindi, come affermato da parte ricorrente, di opere idonee a migliorare i servizi e il valore immobiliare dell’edificio.

Ed invero, nella fattispecie in questione l’intervento è stato realizzato per adeguare l’immobile, costituito da più di tre livelli fuori terra, alla normativa sull’eliminazione delle barriere architettoniche. E’ stato, dunque, realizzato un ascensore, sono state demolite le vecchie scale condominiali interne, troppo strette per montare il servoscale, e costruite delle scale esterne…………..

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Realizzazione di piazzale in cemento

Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e), del t.u. edilizia di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono nuova costruzione gli interventi di trasformazione urbanistica comportanti la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato; di conseguenza è “a fortiori” qualificabile come opera edile di nuova costruzione la realizzazione di un piazzale in cemento, la quale determina un “consumo di suolo” (con una cementificazione che si sostituisce al piano naturale di campagna) e dunque una trasformazione tendenzialmente irreversibile di quest’ultimo.

Consiglio di Stato Sez. VI n. 753 del 6 febbraio 2018

Fonte: lexambiente.it

 

 

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Strutture Temporanee, Precarie, stagionali o fisse ?

La “casetta mobile” o la struttura amovibile per la vendita di beni posta in uno stabilimento balneare o camping o nei pressi del laghetto, il plateatico del pubblico esercizio ecc. , sono opere libere o abbisognano di qualche titolo edilizio ? Sono strutture precarie, temporanee, stagionali o fisse ?
La STAGIONALITA’ dell’opera
Sul punto si è espressa più volte la giurisprudenza a tutti i livelli nonché la dottrina. La tesi dominante sul punto è che non rileva il carattere stagionale del manufatto realizzato, atteso che il carattere stagionale non implica precarietà dell’opera potendo essere la stessa destinata a soddisfare bisogni non provvisori attraverso la perpetuità della sua funzione. La questione trattata riguardava l’installazione di casette mobili all’interno di aree destinate a campeggio. Casette che risultavano utilizzate per fini residenziali e non per semplice utilizzo a scopi turistici (vedi sotto), in quanto la stabilità del manufatto non va confusa con l’iirremovibilità, potendo il manufatto soggetto a permesso di costruire essere anche solo appoggiato al suolo, o con la pepetuità della funzione ad esso assegnata, Continua a leggere

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VARIE – Funzione Pubblica: Regolamento per le visite fiscali dei pubblici dipendenti

FONTE : dottrinalavoro.it/notizie-c/funzione-pubblica-regolamento-per-le-visite-fiscali-dei-pubblici-dipendenti

Il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017, il Decreto n. 206 del 17 ottobre 2017, contenente il Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonché l’individuazione delle fasce orarie di reperibilità, ai sensi dell’articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165.
La visita fiscale può essere richiesta, dal datore di lavoro pubblico, fin dal primo giorno di
assenza dal servizio per malattia del dipendente pubblico mediante utilizzo del canale telematico messo a disposizione dall’INPS.
L’INPS procede, conseguentemente, mediante appositi canali telematici, all’assegnazione
tempestiva della visita ai medici incaricati di effettuare le visite fiscali domiciliari.
La visita può essere disposta nei confronti dei dipendenti pubblici anche su iniziativa dell’INPS, nei casi e secondo le modalità preventivamente definite dallo stesso Istituto.
Svolgimento delle visite fiscali Le visite fiscali possono essere effettuate con cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale.
Fasce orarie di reperibilità In caso di assenza per malattia, le fasce di reperibilità dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono fissate secondo i seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 .
L’obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi.
Esclusioni dall’obbligo di reperibilità Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
1. patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
2. causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
3. stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidita’ riconosciuta, pari o superiore al 67%.
Il provvedimento entra in vigore il 13 gennaio 2018.

 

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Emilia Romagna : Nuova legge urbanistica regionale (LR 24/2017)

Promulgata dal Presidente della Regione e pubblicata oggi sul Bollettino ufficiale n. 340 la legge regionale n. 24 del 21 dicembre 2017 (Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio). La legge, approvata il 19 dicembre dall’Assemblea legislativa, costituisce la nuova legge urbanistica regionale ed entra in vigore il prossimo 1 gennaio 2018.
Da tale giorno i Comuni hanno tre anni di tempo per avviare il procedimento di approvazione del nuovo Piano urbanistico generale (PUG), ed ulteriori due anni per completarlo, sostituendo gli attuali strumenti urbanistici approvati ai sensi della LR 20/2000 o della previgente LR 47/1978.

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EDIFICI CHE MINACCIANO ROVINA – parte quarta.

4. Rovina di edifici costituente illecito penale.
Resta reato l’ipotesi contemplata nel comma 3 dell’articolo 677 del codice penale. La disposizione va letta dopo aver ben compreso quelle contenute nei commi precedenti.
Infatti, la condotta è apparentemente identica, ma quale elemento in più si richiede che sia effettivamente derivato pericolo per le persone. Quindi deve essere concretamente valutato o prima del crollo, su un edificio in cattivo stato di manutenzione, o dopo il crollo, se si è creata una situazione di pericolo per la pubblica incolumità. Nel caso di immobile prospiciente la pubblica strada, quindi, si ritiene che tale pericolo sussista sempre. Analogamente quando l’edificio è rovinato su un luogo pubblico. Alla luce di tali considerazioni, Continua a leggere

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EDIFICI CHE MINACCIANO ROVINA (parte III)

Rapporti tra la violazione di cui all’articolo 677 del codice penale e il codice della strada.
Come è noto, anche il codice della strada si occupa della corretta manutenzione degli edifici, purché fronteggino le strade, all’articolo 30.
Anche suddetta fattispecie può tecnicamente definirsi omissiva pura, in quanto sanziona il proprietario di fabbricato o muro di qualunque genere fronteggiante una strada che non compie atti necessari per la manutenzione dell’immobile, così da compromettere l’incolumità pubblica e rischiare di arrecare danno alle strade e relative pertinenze.
La formulazione letterale della norma sembrerebbe creare una sovrapposizione delle due fattispecie, nel senso che quando un fabbricato o un muro minacci rovina e per di più tale Continua a leggere

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EDIFICI CHE MINACCIANO ROVINA (parte II)

Siccome tuttavia non mancano pronunce di senso inverso, si suggerisce di optare per l’indirizzo più rigoroso, ammettendo la sussistenza dell’illecito anche in caso di occasionale passaggio nel terreno su cui insiste l’edificio in rovina. D’altronde, la vicenda si complica ulteriormente sotto il profilo dell’inquadramento giuridico se si tiene conto delle modifiche apportate dal D.Lgs 267/2000 (TUEL) al potere di ordinanza del Sindaco quale ufficiale di governo per ragioni di tutela della incolumità dei cittadini, anziché “pubblica”, potere che parte della dottrina intende riconducibile proprio alla facoltà di intervento anche su area privata.
È evidente infatti che, se da un lato la segnalazione all’ufficio comunale competente serve ad avere Continua a leggere

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EDIFICI CHE MINACCIANO ROVINA ( parte I )

1. Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.

La fattispecie in questione è disciplinata all’art. 677 codice penale, che prevede due ipotesi amministrative (primo e secondo comma) ed una contravvenzionale (terzo comma).
Art. 677 c.p. : Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la Continua a leggere

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